L'Abicì
del
Peperone


"Dunque verità, chiarezza,
sincerità nei rapporti."
A. GRAMSCI,
Lettere dal carcere


Poco gli dèi ci danno, e il poco è falso.
Però, se ce lo danno, sebbene falso, l'offerta è vera.
Accetto.
F. PESSOA,
Non so se è amor che hai


O grande bue, aratore divino,
degnati arare dritto! Che i tuoi solchi,
di grazia, non si intersechino!
B. BRECHT,
Discorso del contadino al suo bue

  "Commentare è
  un atto d'amore."


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*loading* volte qui, cari amanti del sapere

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Beo
Scaccolina




giovedì, 12 novembre 2009


Per il Peperone ecco un caso di silenzio incolpevole.

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 01:24. commenti (3)

giovedì, 22 ottobre 2009


Ho paura a lasciarmi andare completamente. Ciò non mi giustifica quando mi comporto da idiota. Mi son finite le parole.

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 00:12. commenti

sabato, 17 ottobre 2009


Grazie per il freddo mattutino. Grazie per la testa riccia, che s'affaccia dal treno fermo in stazione. Grazie per le mani calde. Grazie per "crema e amarena". Grazie per la "Parabola dei ciechi". Grazie il secondo caffè. Grazie per Carolina Osherghoffer (?). Grazie per le stanze 98-101. Grazie per il prato. Grazie per il bacio. Grazie per il pallone ignorato. Grazie dalla mia testa pesante. Grazie per un rustico sfizioso. Grazie per "Il fatto quotidiano". Grazie per il sonno e la quiete. Grazie per il profumo silvano. Grazie per caffè e sfogliatella. Grazie per il teatro. "Contestualmente" grazie. Grazie un altro sonno. Grazie per pasta e fagioli. Grazie per birra e waffel. Grazie per una giornata lunga e già finita. Grazie per ogni giorno che mi vede al tuo fianco, che ti vede a me vicino. Io che amo il tuo animo gentile, cordiale; la tua pazienza, la tua bontà, la tua generosità; la cura che metti in ogni cosa che fai; l'onestà che traspare dai tuoi sorrisi; l'impeto della tua convinzione. Tu brilli. Sei pura. Adamantina.

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 02:21. commenti

venerdì, 09 ottobre 2009


"E io vedo nella tua stanchezza
un'innata bellezza,
che del bello che si vede
in tv e su riviste
si fa beffa discretamente."

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 00:17. commenti

giovedì, 01 ottobre 2009


Dammi i tuoi occhi,
io ci metto i miei
e andiamo in giro
per il mondo a vedere
se davvero fa schifo,
come in giro si dice,
oppure se la storia dello schifo
è solo una scusa
per chi non vuol saperne
di uscire da casa.

Dammi le tue mani,
io ci metto le mie
e costruiamo assieme futuro
senza rendercene conto,
vivendo istante per istante,
nel rispetto, nella cura,
nell'abbandono, nell'entusiasmo,
cose che messe assieme
per comodità chiamo "amore".

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 09:17. commenti (2)

lunedì, 28 settembre 2009


Mi perdo in una mail ed è come se mi perdessi in un racconto che ho immaginato, un racconto pensato ieri, correndo. Un racconto in questo caso paradossale: la storia di un ordine maniacale.
Il punto è che avere la fissa del capoverso è una iattura; credere che l'ordine serva a mettere ordine è un sollievo che sa di ingenua utopia.

Attendo risposta. Dormirò male. Sicuro.
Perché non imparo a parlare? Comporre numeri e dialogare al telefono non è poi così difficile.
O almeno, vedendo altri farlo, così non pare.

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 02:05. commenti

sabato, 19 settembre 2009


La tua grazia innata
abbatte la mia diffidenza
- prodotto naturale
del mio raziocinio;
la tua semplicità
verace, leale,
conquista pezzi
del mio abbandono
- nemico naturale
del mio raziocinio;
nemico temuto
perché conosciuto.

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 11:56. commenti

lunedì, 14 settembre 2009


(Uovo.)

Uovo.
Uovo di terracotta.
"Buona fortuna".
Grazie, ce ne vorrebbe sempre.
Uovo col buco.
Acqua e luce;
buio e acqua.
Non si vede niente.
Speriamo bene.
Ci vuole pazienza.

Buco nell'uovo,
buco e basta?
Ci vuole pazienza,
un pizzico di fiducia.
E un po' di disinteresse
(l'ansia non serve,
mette solo ansia).
Una notte, poi un'altra.
Il terzo giorno: spunta il verde.
Ma che cos'è?
Devi per forza dare un nome a tutto ciò che vedi?
Perdonami, è un vizio.
Del resto non fumo e bevo poco;
e sesso lo faccio con chi amo.
Fagiolo.
Banale fagiolo.
Una pianta come le altre,
spuntata da
"Buona fortuna",
alta già mezzo metro.
Con un bicchiere d'acqua
il fusto s'arrampica
sul legno della finestra
e s'arrotola, si curva, spinge;
le foglie si stendono
come un gatto a prima mattina.
C'è voluta un po' di pazienza.

Un altro ramo, intrecciato,
è sulla mia scrivania,
immobile nel suo ritratto.
Commovente ritratto.

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 16:21. commenti

sabato, 12 settembre 2009


Un mondo finì in una lacrima.
La lacrima collassò e,
prima di finire a terra,
scivolò su viso e mani.

La accogliesti, finché evaporò
(superare resistenze).


Il mondo è nato da una lacrima,
caduta sulle note
di un dono,
che era già un indizio.

Lo accolsi, lo ascoltai.
Ti ascoltai, mi accorsi
che la tua voce non mentiva,
che la tua voce era viva,
tra il rumore
florida eco.

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 11:35. commenti

domenica, 06 settembre 2009


Abbiamo lo stesso piede.
Non proprio lo stesso-uguale. Il mio ha una carnagione bruno-olivastra (come il resto della mia persona, giacché non soffro di imbarazzanti malattie della pelle); il tuo è chiaro, un po' pallido, forse perché è la parte di te che vede meno luce in assoluto (se escludiamo le zone intime; a meno che tu non sia una nudista convinta e io non me ne sia mai accorto).
Abbiamo quasi lo stesso piede in lunghezza. Molto semplicemente questo. Anzi, ad essere onesti, il tuo è un po' più piccolo del mio. Però le tue ciavatte mi vanno. E quindi, tecnicamente abbiamo lo stesso piede.
Camminandoti a fianco, ho imparato frequenza e ritmo dei tuoi passi.

Te l'ho scritto:
stamattina mi ha svegliato un ricordo che s'è infilato in un sogno.
È l'immagine di quell'abbraccio, partito da te.

Non mi aspettavo quella piccola esplosione di gioia;
non mi aspettavo quella piccola ondata d'entusiasmo.
Ora conservo gelosamente il ricordo di quell'istante.
Perché, specie quando l'amarezza verrà a turbarci,
saprò cosa fare:
tutto ciò di cui hai bisogno
affinché ti venga ancora e sempre voglia
di saltarmi tra le braccia e baciarmi sorridendo.

C'è PuparuOooOOOooooOOOOO, niente paura. Sono le 13:13. commenti (2)