|
  "Commentare è   un atto d'amore." Archivio oggi novembre 2009 ottobre 2009 settembre 2009 agosto 2009 luglio 2009 giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 marzo 2009 febbraio 2009 gennaio 2009 dicembre 2008 novembre 2008 ottobre 2008 settembre 2008 agosto 2008 luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 marzo 2007 gennaio 2007 agosto 2006 luglio 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 *loading* volte qui, cari amanti del sapere
|
|
|
|
|
|
giovedì, 12 novembre 2009 Per il Peperone ecco un caso di silenzio incolpevole.
giovedì, 22 ottobre 2009 Ho paura a lasciarmi andare completamente.
Ciò non mi giustifica quando mi comporto da idiota.
Mi son finite le parole.
sabato, 17 ottobre 2009 Grazie per il freddo mattutino.
Grazie per la testa riccia,
che s'affaccia dal treno fermo in stazione.
Grazie per le mani calde.
Grazie per "crema e amarena".
Grazie per la "Parabola dei ciechi".
Grazie il secondo caffè.
Grazie per Carolina Osherghoffer (?).
Grazie per le stanze 98-101.
Grazie per il prato.
Grazie per il bacio.
Grazie per il pallone ignorato.
Grazie dalla mia testa pesante.
Grazie per un rustico sfizioso.
Grazie per "Il fatto quotidiano".
Grazie per il sonno e la quiete.
Grazie per il profumo silvano.
Grazie per caffè e sfogliatella.
Grazie per il teatro.
"Contestualmente" grazie.
Grazie un altro sonno.
Grazie per pasta e fagioli.
Grazie per birra e waffel.
Grazie per una giornata lunga
e già finita.
Grazie per ogni giorno che mi vede al tuo fianco,
che ti vede a me vicino.
Io che amo il tuo animo gentile, cordiale;
la tua pazienza, la tua bontà , la tua generosità ;
la cura che metti in ogni cosa che fai;
l'onestà che traspare dai tuoi sorrisi;
l'impeto della tua convinzione.
Tu brilli.
Sei pura. Adamantina.
venerdì, 09 ottobre 2009 "E io vedo nella tua stanchezza un'innata bellezza, che del bello che si vede in tv e su riviste si fa beffa discretamente."
giovedì, 01 ottobre 2009 Dammi i tuoi occhi, io ci metto i miei e andiamo in giro per il mondo a vedere se davvero fa schifo, come in giro si dice, oppure se la storia dello schifo è solo una scusa per chi non vuol saperne di uscire da casa. Dammi le tue mani, io ci metto le mie e costruiamo assieme futuro senza rendercene conto, vivendo istante per istante, nel rispetto, nella cura, nell'abbandono, nell'entusiasmo, cose che messe assieme per comodità chiamo "amore".
lunedì, 28 settembre 2009 Mi perdo in una mail ed è come se mi perdessi in un racconto che ho immaginato, un racconto pensato ieri, correndo. Un racconto in questo caso paradossale: la storia di un ordine maniacale. Il punto è che avere la fissa del capoverso è una iattura; credere che l'ordine serva a mettere ordine è un sollievo che sa di ingenua utopia. Attendo risposta. Dormirò male. Sicuro. Perché non imparo a parlare? Comporre numeri e dialogare al telefono non è poi così difficile. O almeno, vedendo altri farlo, così non pare.
sabato, 19 settembre 2009 La tua grazia innata abbatte la mia diffidenza - prodotto naturale del mio raziocinio; la tua semplicità verace, leale, conquista pezzi del mio abbandono - nemico naturale del mio raziocinio; nemico temuto perché conosciuto.
lunedì, 14 settembre 2009 (Uovo.) Uovo. Uovo di terracotta. "Buona fortuna". Grazie, ce ne vorrebbe sempre. Uovo col buco. Acqua e luce; buio e acqua. Non si vede niente. Speriamo bene. Ci vuole pazienza. Buco nell'uovo, buco e basta? Ci vuole pazienza, un pizzico di fiducia. E un po' di disinteresse (l'ansia non serve, mette solo ansia). Una notte, poi un'altra. Il terzo giorno: spunta il verde. Ma che cos'è? Devi per forza dare un nome a tutto ciò che vedi? Perdonami, è un vizio. Del resto non fumo e bevo poco; e sesso lo faccio con chi amo. Fagiolo. Banale fagiolo. Una pianta come le altre, spuntata da "Buona fortuna", alta già mezzo metro. Con un bicchiere d'acqua il fusto s'arrampica sul legno della finestra e s'arrotola, si curva, spinge; le foglie si stendono come un gatto a prima mattina. C'è voluta un po' di pazienza. Un altro ramo, intrecciato, è sulla mia scrivania, immobile nel suo ritratto. Commovente ritratto.
sabato, 12 settembre 2009 Un mondo finì in una lacrima. La lacrima collassò e, prima di finire a terra, scivolò su viso e mani. La accogliesti, finché evaporò (superare resistenze). Il mondo è nato da una lacrima, caduta sulle note di un dono, che era già un indizio. Lo accolsi, lo ascoltai. Ti ascoltai, mi accorsi che la tua voce non mentiva, che la tua voce era viva, tra il rumore florida eco.
domenica, 06 settembre 2009 Abbiamo lo stesso piede. Non proprio lo stesso-uguale. Il mio ha una carnagione bruno-olivastra (come il resto della mia persona, giacché non soffro di imbarazzanti malattie della pelle); il tuo è chiaro, un po' pallido, forse perché è la parte di te che vede meno luce in assoluto (se escludiamo le zone intime; a meno che tu non sia una nudista convinta e io non me ne sia mai accorto). Abbiamo quasi lo stesso piede in lunghezza. Molto semplicemente questo. Anzi, ad essere onesti, il tuo è un po' più piccolo del mio. Però le tue ciavatte mi vanno. E quindi, tecnicamente abbiamo lo stesso piede. Camminandoti a fianco, ho imparato frequenza e ritmo dei tuoi passi. Te l'ho scritto: stamattina mi ha svegliato un ricordo che s'è infilato in un sogno. È l'immagine di quell'abbraccio, partito da te. Non mi aspettavo quella piccola esplosione di gioia; non mi aspettavo quella piccola ondata d'entusiasmo. Ora conservo gelosamente il ricordo di quell'istante. Perché, specie quando l'amarezza verrà a turbarci, saprò cosa fare: tutto ciò di cui hai bisogno affinché ti venga ancora e sempre voglia di saltarmi tra le braccia e baciarmi sorridendo.
|